



Un amico mi ha chiesto (senza poter prevedere la mia logorroica spiegazione di mezz'ora):
“Ok, ma perche’ hai chiamato il tuo albo Temporary Road?”
I motivi sono vari.
Il primo e’ che l’albo e’ inteso come strada temporanea (appunto temporary road ), per diversi fattori.
Uno dei tanti e’ che sono uno che cerca di divertirsi quando lavora, e mi piace sperimentare varie tecniche.
Coi lavori da illustratore sperimento sempre, ed e' una cosa che impedisce che arrivi la noia.
Se un lavoro lo faccio col pennello, il prossimo lo faro' con i pennini, tanto per dire.
E quindi quello che c’e’ nell’albo e’ un “cammino provvisorio”, che non so dove mi portera’ come stile e tematiche.
Poi c’e’ da aggiungere che, nonostante lo abbia detto mille volte, io Franco Battiato lo adoro.
Di dischi ne ha incisi una trentina e io, nell’era non del cinghiale bianco, ma quella in cui Emule non esisteva, ne ho comprati 30.
Gli unici dischi che non ho sono quelli in spagnolo (per la difficile reperibilita').
Cosa c’entra?
Beh, guardacaso, una sua canzone si chiama proprio Temporary Road.
Fa parte del periodo piu’ “pop” del cantautore, e mi ha fatto da colonna sonora per quasi tutta la realizzazione delle storie.
Quindi, nel momento in cui mi sono trovato a dover scegliere un titolo, chiamare l’albo in questo modo mi e’ sembrata la cosa piu’ opportuna.
Per chi fosse curioso di ascoltare la canzone (nella versione in italiano), l’ho inserita qui:
P.S.
Si, questo era l’ennesimo squallido tentativo di pubblicizzare il mio fumetto O__O
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Seconda recensione di Temporary Road, stavolta a cura di Ettore Gabrielli, sull'ottimo Lo Spazio Bianco .













